
«Il nostro territorio – osserva Malavasi – vede oggi la presenza delle mafie nella gestione di attività legate all’economia e alla finanza, al gioco, alla prostituzione, all’usura, allo spaccio di droga, e nel tentativo di entrare negli appalti per la ricostruzione del post terremoto. Di fronte a questo attacco alla nostra realtà, alla convivenza civile e alla coesione sociale, il nostro impegno deve essere più forte e deciso. Importanti iniziative sono già state intraprese dalla Regione con il codice etico contro le mafie e con il varo della white list per le aziende che possono partecipare alla ricostruzione. Gli enti locali, anche attraverso l’associazione Avviso pubblico, stanno sviluppando iniziative sul tema degli appalti e dell’educazione alla legalità. Le associazioni imprenditoriali, le organizzazioni sindacali e gli ordini professionali sono impegnati nel contrasto all’illegalità. Associazioni come Libera stanno promuovendo la diffusione della cultura della legalità e dei diritti, in particolare tra i giovani. Ma dobbiamo e possiamo fare di più. Prima di tutto non dobbiamo sottovalutare o minimizzare una situazione che è grave: tutte le forze impegnate contro le mafie devono fare rete e coordinarsi. Legalità e trasparenza devono diventare l’impegno prioritario delle istituzioni, a tutti i livelli, e il contrasto alle mafie deve essere al primo posto per tutte le forze politiche. Chiediamo al nuovo Parlamento – conclude Malavasi – di impegnarsi per rendere più efficace la legislazione di contrasto alla corruzione, per utilizzare al meglio i patrimoni confiscati alle mafie, per dare una prospettiva ai lavoratori delle aziende chiuse per collusione con la criminalità organizzata e nel contempo dare mezzi e risorse alle forze di polizia e alla magistratura impegnate su questo terreno».




