
E’ stato grazie alle richieste dei sindacati inquilini Sunia Sicet Uniat e delle confederazioni Cgil Cisl Uil, che sono state modificate le modalità di assegnazione e le condizioni per l’accesso, tale da rendere il Protocollo effettivamente concreto ed operativo.
La possibilità di utilizzare la lettera di messa in mora dopo 4 mesi di mancato pagamento dell’affitto, ha permesso di attivare una contrattazione virtuosa tra proprietario e inquilino per arrivare un accordo tra le parti, bloccando qualsiasi procedura di sfratto.
Per questo in meno di 2 mesi sono stati firmati verbali sia dai proprietari che dagli inquilini morosi e sono state assegnate le risorse che verranno effettivamente erogate, Comune per Comune, nelle prossime settimane.
I contributi verranno direttamente pagati ai proprietari che hanno famiglie morose in affitto. Il contributo di cui beneficeranno sarà graduato in base al reddito Isee dell’inquilino (che non deve superare i 17.000 euro annui) e sino ad un massimo di 6.000 euro erogato in un’unica soluzione.
Il proprietario si impegna a sua volta ad applicare il canone concordato e a non attivare nessuna procedura di sfratto per 12 mesi.
Considerato il permanere della crisi economica, l’insufficiente offerta di alloggi Erp (edilizia residenziale pubblica) e la scarsità di alloggi a disposizione dell’Agenzia Casa dei Comuni, il Sunia chiede alla Regione Emilia-Romagna, alla Provincia di Modena e ai Comuni, alle Fondazioni bancarie di mettere a disposizione per il 2103 risorse aggiuntive per gli affitti, poiché sono a rischio sfratto per morosità incolpevole circa 2.000 famiglie in provincia di Modena.
Ai Comuni del modenese si chiede di attivare al più presto i bandi per l’assegnazione di quelle risorse residue del Fondo per l’affitto che la Regione ha loro recentemente assegnato.
Il Sunia rivendica inoltre al futuro Governo l’attuazione di politiche abitative, lo stanziamento di risorse per un piano di edilizia sociale per l’affitto sostenibile, un intervento sulle normative fiscali inerenti i redditi da locazione (cancellazione della cedolare secca, detrazioni per inquilini, tracciabilità dei pagamenti, ecc…) e la revisione delle normative sui contratti di locazione per rendere effettivamente esigibile il canone calmierato.




