
Si voleva capire, anche in modo quantitativo, le tipologie di cibo che i bambini mangiano meno e che, lasciato nel piatto, diventa rifiuto.
Ogni giorno il cibo avanzato è stato quindi pesato in ogni scuola e i dati sono stati incrociati con il menù.
L’obiettivo prioritario per il prossimo anno scolastico resta la riduzione degli scarti alimentari cercando di capire le ragioni per cui alcuni alimenti prescritti dall’ASL nel menù stagionale sono meno graditi di altri e di conseguenza vengono scartati.
Si è deciso, inoltre, di approfondire il tema dei bis e dei pasti alternativi, che troppe volte sono una scorciatoia per evitare di far assaggiare ai bambini piatti giudicati a priori non gradibili. Ad esempio nel caso in cui i bambini chiedono il bis del primo e poi non mangiano il secondo.
In particolare però è stato evidenziato che in questi anni l’AUSL, insieme all’Unione Terre di Castelli e a CIR, ha individuato come prioritaria una educazione alimentare equilibrata anche rispetto alla cena a casa e ai pranzi del fine settimana. Sapendo che spesso i bambini hanno abitudini alimentari scorrette che nell’età adulta potranno portare a seri problemi di salute.
Questa distanza tra il pasto a scuola e il pasto a casa è anzitutto un problema educativo che richiede lo sforzo comune della Scuola, delle famiglie, degli enti locali e dell’AUSL.
In accordo con la Direzione didattica si è allora condiviso da una parte di valorizzare il momento della mensa come momento educativo di grande importanza; dall’altra di coinvolgere maggiormente le famiglie per condividere con loro il valore educativo dei cibi proposti.
Infine si è valutato di aprire un confronto con la Regione, Assessorato alla Sanità, per valutare se alcune linee guida in materia di mense scolastiche non debbano essere aggiornate.



