
“Ho depositato un’interrogazione parlamentare per chiedere un atto di responsabilità da parte del Governo. La storia dell’azienda -spiega il deputato- racconta nel bene e nel male l’Italia di ieri e di oggi. La Terim è una delle tante imprese nate negli anni ’60 che ha fatto la ricchezza del nostro Paese e della nostra Emilia in particolare. Una piccola azienda familiare che arriva a competere sui mercati internazionali ma che, negli ultimi anni, si sta perdendo sotto le pressioni della globalizzazione e che, con la complicità di una proprietà e di una direzione aziendale ha optato per la scorciatoia dei licenziamenti e della delocalizzazione”.
“Un’azienda radicata su un territorio non è però solamente di chi ne detiene la proprietà ma anche dei suoi lavoratori, pertanto -dichiara il grillino- con l’interrogazione depositata chiediamo al Governo di non derogare al suo compito di garante degli interessi in campo e, soprattutto, di guida nei confronti di chi onestamente e concretamente vuole fare impresa in Italia. I 380 lavoratori della Terim e le loro famiglie hanno diritto di sapere cosa li aspetta nell’immediato futuro alla fine della cassa integrazione straordinaria e il Governo -conclude Dell’Orco – deve dare alternative alle aziende che non cercano facili vie d’uscita alle crisi aziendali”.


