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Martedì 23 aprile al Troisi di Nonantola ultimo appuntamento di Salto nel Suono

Si terrà domani sera alle 21 al Troisi l’appuntamento con Paolo Angeli e Nanni Angeli (chitarra sarda e fotografie). Un evento che chiudendo la rassegna Salto nel Suono e aprendo il Nonantola Film Festival, celebra contemporaneamente l’arte musicale, fotografica e cinematica. Una serata speciale di fotografia e musica dal vivo con due ospiti eccezionali che sul palco di Nonantola portano “Tibi”, storia di un viaggio e di una trasformazione al cui centro c’è uno strumento musicale della tradizione popolare: la chitarra sarda. Questo strumento da regina delle bettole galluresi e logudoresi, nelle mani di Paolo Angeli diviene, nell’arco di un decennio, la Chitarra sarda preparata. Dopo centinaia di concerti in giro per il mondo, Paolo Angeli rielabora il suo progetto arrivando a creare due strumenti gemelli: le “Paolo Angeli Guitar”, utilizzate dal proprio inventore e dal guitar hero statunitense Pat Metheny nell’Orchestrion tour. Questa storia è quella narrata da “Tibi”: oltre un’ora di musica rigorosamente live, che accompagna un film emozionante realizzato con le fotografie di Nanni Angeli e l’animazione di Simone Ciani. “Tibi” si basa dunque sull’interazione tra due dimensioni: quella visiva e quella musicale. Analogico e digitale, tecnologia e artigianato si fondono in una poetica sospesa tra tradizione e innovazione. I mutamenti e il processo evolutivo apportato allo strumento, sono resi leggibili grazie ad un racconto per immagini. Il cuore della sonorizzazione è la chitarra preparata che dal 1997 accompagna tutte le esibizioni live di Paolo Angeli percosso da martelletti, pizzicato da eliche miniaturizzate, accarezzato da un archetto, lo strumento ha vita propria. Il musicista dialoga con lo strumento stesso, mentre l’immagine riflessa su grande schermo assume i tratti di viaggio nella macchina sonora e racconta in chiave poetica l’evoluzione delle forme, degli elementi aggiunti, omaggiando il mondo degli artigiani che in oltre 10 anni ha generato un elemento che abbandona il contesto d’uso tradizionale per abbracciare la contemporaneità.