
“La nostra non è e non vuol essere una difesa ad oltranza di una “casta”, come potrebbe sembrare – sottolinea Anderlini – ma è opportuno prendere atto che la vendita di quotidiani e periodici non è un’attività commerciale concorrenziale. Le edicole infatti non commercializzano un prodotto in un’ottica concorrenziale come avviene per le altre categorie di consumo, ma assicurano la diffusione di tutte le testate editoriali a parità di prezzi e condizioni commerciali a tutti, cittadini e consumatori, anche nelle zone economicamente meno appetibili. In particolare per quello che riguarda la provincia di Modena le frazioni e i piccoli centri di montagna”.
Proseguire sulla via della liberalizzazione del settore, fa notare FENAGI Modena, mette in crisi il principio di parità di trattamento, non garantisce alcun vantaggio ai consumatori (in quanto il prezzo delle pubblicazioni è comunque fissato dagli editori), mentre colpisce quella rete di punti vendita esclusivi che con il loro lavoro assicurano la diffusione della stampa. Senza contare inoltre che non ne deriverebbe alcuna sostanziale apertura di mercato né tanto meno sviluppi per una reale concorrenza. “Il settore, versa già da tempo in una gravissima crisi strutturale e congiunturale. La sua liberalizzazione da il via libera ad un iter che porterà inevitabilmente alla chiusura ad un numero elevato di edicole, parecchie del resto anche sul nostro territorio, e di conseguenza all’incremento della disoccupazione lasciando la loro sopravvivenza nelle mani dei distributori locali di quotidiani e periodici”.
“Il rilascio illimitato dei permessi di vendita (Scia) della stampa alla grande distribuzione, rischia solamente di peggiorare una situazione per il settore già di forte difficoltà. Auspichiamo quindi che ci sia da parte dei Comuni la volontà di seguire le indicazioni della Regione Emilia Romgna volte a sospendere le concessioni di nuove autorizzazioni Scia in attesa della definizione di una nuova legge sull’editoria. Legge, per la quale, FENAGI–Confesercenti sollecita al più presto un confronto con il Governo”, conclude Anderlini.


