Home Reggio Emilia Noicontrolemafie, Saccardi: “Per garantire la legalità è fondamentale il coordinamento”

Noicontrolemafie, Saccardi: “Per garantire la legalità è fondamentale il coordinamento”

noicontrolemafie3“La legalità è (anche) cosa dei cittadini”. Ne hanno parlato questa mattina nel corso della terza giornata di “Noicontrolemafie”, dedicata a Giorgio Ambrosoli, morto per mano della mafia. La mattinata è stata aperta dal saluto del professor Giorgio Zanetti, ordinario e direttore del dipartimento di educazione e scienze umane dell’Unimore.

Al suo intervento è seguito quello di Pierluigi Saccardi, vicepresidente della Provincia di Reggio Emilia, che ha illustrato i “fatti concreti” messi in campo per opporsi all’illegalità.

“Nel corso degli ultimi anni abbiamo condotto numerose azioni di contrasto specifico ad ogni forma di illegalità – ha spiegato Saccardi – mobilitando gli uffici ad una azione sistematica di controllo delle imprese su diversi versanti, dal controllo dei requisiti per accedere a eventuali contributi fino ad arrivare alle verifica concreta dell’idoneità per l’esercizio delle attività produttive e commerciali”.

“La difesa del principio di legalità è stata perseguita anche attraverso azioni avviate in maniera coordinata dalle diverse istituzioni locali e statali, dalle forze dell’ordine e dalla Prefettura. Un esempio è il protocollo per monitorare il lavoro nero e l’avasione contributiva negli appalti, che è stata la base da cui si è partiti per creare il portale degli appalti di opere pubbliche in provincia di Reggio Emilia”.

Il vicepresidente Saccardi ha poi citato il lavoro svolto negli ultimi anni nel settore dell’autotrasporto professionale, dove è stata effettuata una vera e propria pulizia, con controlli effettuati sia sotto il profilo penale che sotto quello dell’antimafia.

“L’azione condotta in questi anni – ha concluso il vicepresidente – ci ha insegnato che anche la guerra all’illegalità va condotta senza sosta, avendo la capacità di modificare continuamente le strategie in relazione ai nuovi fenomeni, e soprattutto facendo rete con le altre istituzioni”.

Il professor Antonio Nicaso, direttore scientifico della manifestazione, ha ripreso invece la figura di Giorgio Ambrosoli: “Molti scelgono di resistere, altri scendono a compromesso. Ambrosoli era un uomo delle istituzioni, ucciso dalla mafia e lasciato solo dallo Stato. La libertà poggia su due elementi: responsabilità e impegno. Oggi più che mai siamo chiamati a scegliere da che parte stare”.

Gaetano Saffiotti, imprenditore testimone di giustizia, 11 anni fa ha deciso di denunciare chi gli chiedeva il pizzo: “Amo la mia terra e sono orgoglioso di essere calabrese. Noi conviviamo con la ‘ndrangheta, perché gli riconosciamo un potere sul territorio. Io sono nato lì, per questo capisco e conosco bene determinati comportamenti, ma con il tempo, riflettendo sugli insegnamenti ricevuti da mio padre, mi sono reso conto che facevano a botte con quello che succedeva. Mi giustificavo, mi sentivo una persona per bene perché ero costretto a pagare il pizzo. Ma come potevo sperare che finisse se ero tra quelli che foraggiavano la ‘ndrangheta. Quindi vinsi la paura, ma quella paura fu vinta da una paura più forte, cioè di lasciare quella situazione in eredità a mio figlio. Decisi anche di restare, credo fosse il messaggio migliore che potessi dare agli altri, non ero io il cattivo che doveva andare via. I primi tempi furono molto difficili, fui emarginato da tutti, familiari compresi. Negli ultimi anni sono cambiate molte cose, non solo si parla ma si fa”.

Il presidente della Camera di Commercio reggiana Enrico Bini ha affermato come “questa battaglia si vince se la facciamo tutti assieme”. “Noi abbiamo un’economia nazionale in crisi, e anche la nostra provincia sta soffrendo moltissimo. La crisi dell’edilizia è molto forte. Si tratta di fattori che aprono strada a racket e usura. Gli imprenditori provano in tutti i modi a salvare la propria azienda. Le mafie hanno fatto affari nel periodo in cui l’economia tirava. Ora stanno spostando il loro interesse su altri fronti. Prima riciclavano e ora prestano soldi, taglieggiano. Una settimana fa come Camera di commercio abbiamo aperto uno sportello sulla legalità con un numero anonimo che gestiamo insieme a Libera, vogliamo che la gente parli, denunci”.

Parli e denunci chi specula sulle difficoltà, chi presta denaro a usura. E di questa e di come affrontarla hanno parlato Salvatore Cernigliaro, presidente di Solidaria Onlus di Palermo, Maria teresa Brassiolo, presidente di Transparency International Italia e Giovanna Bondavalli dell’associazione Rabbuni.

 

Il programma di domani giovedì 16 maggio

Si aprirà con la presentazione del volume “Gli ultimi padrini” di Alessandra Dino, in programma alle 10.30 nella Mediateca di Unimore, la quarta giornata di “Noicontrolemafie”. Assieme all’autrice ci sarà il professor Antonio Nicaso, direttore scientifico della manifestazione.

Di Libero Grassi, l’uomo che osò sfidare Cosa Nostra; si parla invece nell’aula Magna dell’istituto Zanelli. All’incontro, che sarà coordinato da Francesca Chilloni, partecipano Marcello Ravveduto, autore di “Libero Grassi: storia di un’eresia borghese” e l’assessore provinciale all’istruzione Ilenia Malavasi.

Sempre alle 10.30 un altro incontro si svolgerà nell’aula magna dell’istituto Filippo Re sul tema “L’eredità di don Pino nel ricordo dei suoi ragazzi” con Rosario Cascio, presidente dell’associazione “Padre Puglisi. Si, ma verso dove?”.

Nel pomeriggio due incontri si svolgeranno a Palazzo Magnani. A partire dalle 15 “I giovani raccontano… la legalità, la democrazia, la giustizia”, presentazione dell’ e-book dei racconti nati dall’esperienza del laboratorio 2In punta di penna” curato da Rosa Frammartino e Alessandro Gallo.

Alle 17.30 si parlerà invece di “Vittime o complici? Le tante facce dell’universo donna nelle diverse mafie”, incontro promosso in collaborazione con il Forum provinciale delle donne. Sul tema interverranno Alessandra Dino, docente di sociologia dell’università di Palermo, Monica Massari, docente di sociologia dell’università degli studi di Napoli, Angela Iantosca, giornalista e Annamaria Torre, figlia di Marcello Torre, vittima innocente della camorra.

Angela Iantosca sarà anche protagonista dell’incontro di presentazione del suo libro “Onora la madrea”, in programma alle 21 a Bagnolo in Piano.