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Modena: entrano al Museo civico d’arte due preziosi candelieri d’argento appartenuti a Francesco V d’Austria Este

candelieriEntrano al Museo civico d’arte, grazie al successo della sottoscrizione pubblica promossa negli ultimi mesi, due preziosi candelieri d’argento appartenuti a Francesco V d’Austria Este. I manufatti erano stati ritrovati a Parigi e acquistati dall’antiquario modenese Pietro Cantore. Alla sottoscrizione hanno partecipato decine di modenesi, i cui nomi affiancheranno l’esposizione permanente dei candelieri in museo. Tutti i sottoscrittori saranno protagonisti della presentazione ufficiale che si svolgerà dopo l’estate. Per raggiungere la cifra necessaria all’acquisto è risultata decisiva la donazione della marchesa Edvige Rangoni Machiavelli.

I manufatti, opera dell’orafo Giacomo Vincenzi, provenienti dal Palazzo Ducale di Modena, rivestono una particolare importanza storica: infatti, all’indomani dell’esilio di Francesco V d’Austria Este, ultimo duca di Modena, nel 1859, l’argenteria del Palazzo Ducale fu pressoché interamente fusa e trasformata in denaro.

“L’acquisizione di opere tramite una sottoscrizione aperta alla cittadinanza è un fenomeno nuovo per l’Italia – afferma la direttrice del Museo Francesca Piccinini – e siamo tra i primi a sperimentare questa formula. È stato possibile grazie alla sensibilità di un giovane antiquario, alla generosità di quanti hanno contribuito e all’impegno dell’Amministrazione, in particolare dell’assessore alla Cultura Roberto Alperoli, della dirigente Giulia Severi e del conservatore del Museo Lorenzo Lorenzini”.

Edvige Rangoni Machiavelli ha dedicato la propria donazione alla memoria della sorella, Antonella. “L’organizzazione di cui faccio parte, il Soroptimist, è stata la prima a partecipare alla sottoscrizione per i candelieri, già alcuni mesi fa. Poi – prosegue – nel vedere che la raccolta fondi faticava ad arrivare alla cifra necessaria, ho deciso di contribuire ulteriormente: desideravo che la città potesse riavere questi importanti oggetti appartenuti alla nostra storia, e che tutti i modenesi potessero goderne”. Pietro Cantore, l’antiquario che ha acquistato i manufatti, definisce l’acquisizione “una grande soddisfazione professionale. Ho coinvolto amici e clienti – spiega – in questa raccolta fondi che, grazie alla generosità di tutti, ha avuto un successo insperato. Il Museo civico di Modena merita l’amore e l’attenzione di tutta la cittadinanza anche perché è indiscutibilmente una realtà unica in Europa”.

A livello storico, gli inventari del Palazzo Ducale, a partire dal XVII secolo, sono ricchissimi di rimandi alle preziose suppellettili in argento; se a questo si aggiunge il fatto che la corte consumava grandi quantitativi di cera, è facile desumere che i candelieri fossero oggetti d’uso comune. L’illuminazione degli ambienti del palazzo era dunque un elemento fondamentale che, nei luoghi destinati al banchetto, accompagna il passaggio dal servizio “alla francese” al servizio “alla russa”.