Home Bassa reggiana Poviglio: consegnata la Costituzione ai neomaggiorenni

Poviglio: consegnata la Costituzione ai neomaggiorenni

consegna-costituzione-povUn invito ai giovani povigliesi a conoscere la Costituzione Italiana e i propri diritti e doveri, in modo da diventare cittadini consapevoli e responsabili. A sostenerlo è stato il Prefetto di Reggio Emilia Antonella De Miro, che sabato 1 giugno è intervenuta alla cerimonia della consegna della Costituzione e della Bandiera Tricolore ai nuovi maggiorenni del Comune di Poviglio. L’importante momento ha ufficialmente aperto anche quest’anno le celebrazioni per la Notte della Repubblica.

A presiedere la consegna, accanto al Prefetto, presente per il terzo anno a Poviglio, il Sindaco Giammaria Manghi, affiancato dagli esponenti delle varie componenti e delle rappresentanze civili, istituzionali e religiose, della comunità povigliese.

«La consegna della Carta Costituzionale sancisce simbolicamente il passaggio all’età adulta, e vi chiama a diventare cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri, e delle regole che sostengono la convivenza civile» ha dichiarato il Sindaco Manghi alla platea di ragazzi e ragazze presenti in sala consiliare. «Abbiamo scelto di celebrare questo momento alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni povigliesi per rendervi partecipi di una comunità viva, di persone che volontariamente hanno scelto di mettersi a disposizione degli altri. L’auspicio è che possiate riconoscervi al suo interno e che proprio con questa comunità possiate cooperare al raggiungimento del bene comune».

Parole condivise dal Prefetto De Miro, che ha sottolineato: «La nostra Costituzione è un documento che vive e deve accompagnarci nella nostra quotidianità. In essa trovano radici tutte quelle conquiste sociali e culturali che oggi diamo per assodate, come ad esempio il voto alle donne, che consentono il pieno svolgimento della personalità individuale. Non dimentichiamoci, tuttavia, come sosteneva Piero Calamandrei, che la Costituzione in sé è un riferimento essenziale e non si muove da sola. Va vissuta e attuata. Per questo – ha concluso il prefetto – vi invito a studiarla e a viverla nella quotidianità, in modo da diventare cittadini propositivi e consapevoli delle proprie libertà».