
“In questo quadro è chiaro, quindi, che poi le famiglie sono costrette a ‘tagliare’ su tutto il carrello della spesa, compreso il cibo, tanto più in un mese come maggio in cui le spinte al rialzo dei prezzi hanno interessato soprattutto gli alimentari (+3%). Colpa della lunga ondata di maltempo che per tutto il mese non ha dato tregua alle campagne, con il 50% di piogge in più rispetto alle medie stagionali e allagamenti nei campi che hanno trascinato in alto le quotazioni al dettaglio di frutta (+9,4%) e verdura fresca (+9,9%)”.
“Quello che preoccupa di più oggi è che non soltanto 16 milioni di famiglie, il 71%, riduce abitualmente gli acquisti per la tavola sia in quantità che in qualità -osserva l’esponente della Cia- ma il fatto che cominciano a ridursi anche i consumi dei prodotti alimentari di base, quelli di uso quotidiano: nel primo trimestre dell’anno, infatti, sono calati addirittura gli acquisti di pasta (-1,6%) e latte (-3,6%)”.
“Per questo -conclude-, come CIA e come coordinamento Agrinsieme, riteniamo che bisogna assolutamente fare in modo di bloccare l’aumento dell’Iva al 22% dal primo luglio, perché non c’è nessuna possibilità di ripresa economica se si attuano misure che abbattono ancora di più i consumi domestici”.




