
“I punti da sciogliere sono due – prosegue Merola -.
Primo punto: una nuova normativa che estenda le regole speciali, che oggi valgono solo per le scuole statali, al nostro personale comunale nei servizi educativi e scolastici, per intenderci le maestre. Questo è decisivo perché solo nelle scuole statali vige una disciplina speciale che permette deroghe ai vincoli di assunzione del personale a tempo determinato.
Secondo punto: ci vuole una deroga speciale ai limiti che oggi impediscono ai Comuni di assumere a tempo indeterminato e rendono impossibile l’utilizzo delle risorse che servono a riconoscere il merito del lavoro e della carriera dei dipendenti, in particolare per i giovani laureati bloccati in categorie C.
Mi batterò perché questi limiti siano superati anche per farla finita con una demagogia che si è fatta strada nella nostra città, pronta a ignorare le leggi, gli ostacoli, a pretendere senza muovere un dito e a esigere dall’Amministrazione soluzioni che sono solo in mano al Governo e creano ansie e preoccupazioni.
Farò questa battaglia in prima persona con il Governo, come ho fatto la mia battaglia per garantire soluzioni e fatti quando, in tutti questi due anni, le risposte del precedente Governo non ci sono mai state. E va detto chiaro, passerò i prossimi mesi affinché i due punti elencati vengano risolti a Roma, ma voglio essere altrettanto chiaro: in assenza di cambiamenti normativi del Governo, il Comune di Bologna percorrerà la strada dell’ASP, che in accordo con tutte le forze di maggioranza, decorrerà dal 1° gennaio 2014. E’ questa la sola possibilità per assumere a tempo indeterminato. Se il Governo ci chiude la strada, l’ASP rimane l’unica via percorribile per rilanciare la funzione delle scuole comunali insieme ai temi dell’educazione e della formazione dei giovani e della città educativa” – conclude il primo cittadino di Bologna.




