
“Adesso che é stata fissata la data del 26 luglio per il voto alla Camera, non facciamo scherzi: nessuna moratoria è possibile a vent’anni esatti dalla prima proposta di legge su questo tema, depositata nel 1993”.
“Chi si oppone a questa legge lo fa in spregio alla legislazione europea e a quegli stessi principi di contrasto alla discriminazione e alla violenza che hanno prodotto pochi giorni fa l’approvazione unanime della Convenzione di Istanbul contro la violenza alle donne. Non é tempo di rimandare ancora nel tempo una norma di civiltà. Lo spread dei diritti è diventato intollerabile: le tutele antidiscriminatorie della legge italiana vanno estese anche alle persone Lgbt e la data del primo voto é già stata fissata”.


