
Mattiello spiega che l’ipotesi di accordo tra Fiom e Confapi allunga la durata del contratto da 36 a 41 mesi e che l’aumento salariale, in termini complessivi,è inferiore a quello del contratto Federmeccanica; ma è soprattutto la parte normativa a essere largamente peggiorativa. «Il documento non presenta alcun miglioramento dei trattamenti delle malattie lunghe, né impegni all’istituzione di un fondo sanitario integrativo. Nell’ipotesi si chiedono soldi alle imprese per la bilateralità, senza indicare a cosa servono, e comunque nulla è previsto a favore dei lavoratori. Non c’è nessun miglioramento nell’utilizzo individuale degli orari per le esigenze personali dei lavoratori, né sul part time; non è prevista alcuna maggiorazione salariale per le basse qualifiche. Insomma, è un’ipotesi di rinnovo del ccnl che non risponde alle esigenze dei lavoratori delle piccole e medie imprese, trattati peggio rispetto a quelli della grande impresa. Quando firma la Fiom va bene tutto, quando firmano gli altri svendono diritti… Qualcuno ora dovrà riflettere», conclude il segretario provinciale della Fim.


