
E con la frustrazione, l’incertezza del reddito, migliaia di famiglie modenesi devono ormai fare i conti giorno dopo giorno. I dati di questa estate sono sconcertanti, chiusure, fallimenti, concordati: altro che fine della crisi!
L’ incertezza legislativa sugli ammortizzatori sociali conservativi , ha accelerato il processo di collocazione in mobilità dei dipendenti in esubero. Il contenzioso legale e il conflitto sociale più esasperato, anche se alla lunga non paga, diventa uno sfogo inevitabile per chi col lavoro perde le proprie certezze e le proprie sicurezze. Occorre che il sindacato faccia un salto di qualità. Dobbiamo cominciare a ragionare sul fatto che quel minor lavoro che c’è venga ripartito tra più lavoratori senza che questo produca maggiori costi per le imprese.
Bisogna tentare strade nuove come i contratti di solidarietà e dove anche questi oramai siano esauriti, occorre rendere strutturali le riduzioni di orario, per permettere la salvaguardia di posizioni di lavoro e professionalità altrimenti destinate a perdersi. Su questi temi è bene che il nostro territorio, le istituzioni, le associazioni sindacali e di categoria e le organizzazioni datoriali comincino ad interrogarsi. La coesione sociale, la prevenzione e la risoluzione dei tanti conflitti presenti può partire da qui.
(Luigi Tollari, UIL Modena)




