
Gli attivisti del Pdl, sono stati importunati con insistenza da un villeggiante genovese che, senza averne alcuna autorità, prima ha chiesto loro il permesso di occupazione del suolo pubblico e dopo averlo visto, ha continuato ad offenderli: ne è nata un’accesa discussione fra i disturbatori e la sorella dell’eurodeputata Iva Zanicchi. Sono accaduti anche altri episodi strani, evidentemente le bandiere di Forza Italia innervosiscono maggiormente la sinistra: una signora ha insistito per sottoscrivere i moduli senza presentare il necessario documento d’identità, dicendo che lo avrebbe portato subito dopo. Il consigliere provinciale Camurani che autenticava le firme è stato irremovibile e la signora, prima di andarsene, ha dichiarato scocciata di essere una sostenitrice del Pd, probabilmente se avesse notato qualche irregolarità avrebbe esposto denuncia e sarebbe uscita sui giornali contro Berlusconi e il Pdl. Il tentativo di provocazione politica mai come ieri mattina si è reso così evidente, ad una normale raccolta di firme si è notato una netta divisione della cittadinanza, da una parte la fila delle persone che venivano a firmare e dall’altra alcuni passanti che ci insultavano, il clima politico italiano in questo momento è particolarmente teso. Per questo gli organizzatori, hanno deciso di chiedere l’intervento dei carabinieri: un intervento rapido e risolutivo che ha indotto i malintenzionati a dileguarsi alla sola vista della gazzella delle Forze dell’ordine. Gli azzurri intendono mobilitarsi ancora per garantire il successo della raccolta delle 500mila firme necessarie per indire i referendum sulla giustizia. La raccolta delle firme sarà completata entro la prima decade di settembre. Nell’attuale Parlamento è praticamente impossibile condurre in porto la riforma della giustizia ancora ferma ai tempi di Palmiro Togliatti: per questa ragione si è scelta la strada del referendum abrogativo. La consultazione diretta sostenuta dal Pdl riguarda cinque quesiti: la responsabilità civile dei magistrati; la separazione delle carriere dei magistrati; il rientro nelle funzioni dei magistrati fuori ruolo; la custodia cautelare, oggi spesso abusata.




