
“Recentemente il Ministero della Salute ha richiesto alla Commissione europea l’adozione di misure urgenti di prevenzione e contenimento proprio di questo cereale per gli alti rischi connessi. In attesa di una risposta, con un decreto del 12 luglio, in Italia sono state già adottate misure cautelari provvisorie che vietano la coltivazione del mais Mon 810 per un periodo massimo di 18 mesi. Tutto ciò non basta, oltre a fermare temporaneamente la coltura dobbiamo iniziare un ragionamento di più ampio respiro su tutti gli Ogm” prosegue la consigliera regionale.
“Non si può sempre intervenire con misure emergenziali, come con le galline dei nostri allevamenti abbattute in queste ore. I cittadini vogliono vivere e mangiare sempre più sano, lo dimostrano anche i dati di vendita del ramo “bio” che nonostante la crisi continuano a crescere. Investire in un futuro migliore passa necessariamente anche attraverso investimenti diversificati e innovativi: è ora di rendere l’Emilia Romagna una terra libera dagli Ogm e più green” conclude Barbati.




