
Sabattini ha chiarito inoltre come «il problema sorto con l’assessore regionale all’Ambiente nasca da una diversa concezione dei rapporti tra istituzioni. Sono dispiaciuto di quanto è accaduto, ma se l’assessore riteneva l’atto della Provincia illegittimo, anziché scrivere una lettera avrebbe dovuto proporre alla Giunta regionale il ricorso al Tar. Inoltre – ha aggiunto il presidente – quando ha scelto di passare dagli ambiti territoriali a quello regionale, la Regione avrebbe potuto assumere i procedimenti autorizzativi dalle Province, ma non l’ha fatto. Se ha lasciato l’autonomia alle Province, è evidente che queste la esercitano. Il nostro dirigente – ha spiegato ancora Sabattini – in base a criteri che non sono fissati dagli assessori ma da norme europee, doveva decidere se Hera aveva o no i requisiti per avere il riconoscimento R1. Non è certo lui, bensì una legge nazionale, che consente a questo tipo di impianti di importare rifiuti da fuori regione».
Illustrando alla Commissione la determina adottata il 14 agosto «perché il 19 sarebbe scattato il silenzio-assenso», il dirigente dell’Area Ambiente della Provincia Giovanni Rompianesi ha respinto le obiezioni sollevate dall’assessore regionale. «Il limite dell’efficienza energetica di 0,60 fissato dalla normativa europea, dichiarato da Hera, certificato da tecnici e da noi acquisito con la determina – ha spiegato – è applicabile agli impianti autorizzati e funzionanti alla data del 31 dicembre 2008. E nel dicembre 2008 l’impianto modenese era autorizzato con quattro linee e funzionante con tre su quattro. In ogni caso, un decreto varato dal governo il 20 agosto introduce fattori di correzione della formula di calcolo basati sulla temperature medie. E il ricalcolo, in base ai dati forniti dalla stazione meteo dell’Aeronautica Militare, potrebbe ragionevolmente portare non solo l’impianto modenese ma tutti quelli emiliani ad un incremento del valore di rendimento: si ipotizza – ha concluso il dirigente – un valore anche oltre lo 0,65».


