
L’osteoporosi è una patologia caratterizzata dalla progressiva diminuzione della massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo. Il fenomeno, più strettamente legato al processo di invecchiamento, porta all’aumento della fragilità ossea e al conseguente aumento del rischio di fratture. Si calcola che in Italia – che è il Paese europeo con la massima percentuale di ultra sessantacinquenni (18,3%) – il 23% delle donne oltre i 40 anni e il 14% degli uomini oltre i 60 sia affetto da osteoporosi. Consideriamo che la mortalità legata alla frattura del femore è di circa il 15-25% e che solo il 30-40% di chi ha subito la frattura del femore, a un anno dall’incidente, ha recuperato autonomia nella vita quotidiana. A questa problematica, si aggiunge quella delle fratture spontanee delle vertebre, talora diagnosticate solo occasionalmente a distanza di tempo. “Le azioni di prevenzione devono essere messe in campo sin dall’adolescenza quando, per esempio, una corretta alimentazione ed una cultura dell’attività sportiva contribuiscono a consolidare la massa ossea. Se l’obesità è un fattore di rischio per tante malattie, l’osteoporosi è, infatti, favorita anche dall’eccessiva magrezza che si accompagna ad una rarefazione dell’osso”, spiega il dottor Carlo Manzini, reumatologo del Policlinico, che si occupa di osteoporosi.




