carabinieri_2001I Carabinieri, hanno assicurato alla giustizia il responsabile del grave episodio di sangue verificatosi la notte di domenica scorsa in Via Turri di Reggio Emilia, dove un cittadino cinese è stato “sventrato” con coltello e mannaia da uno sconosciuto fuggito dopo l’accoltellamento. Con l’accusa di tentato omicidio aggravato i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale Carabinieri di Reggio Emilia, nel tardo pomeriggio di sabato, hanno sottoposto a fermo di polizia giudiziaria il 37enne cittadino cinese Y.H. residente a Reggio Emilia. Sarebbe lui, stando alle risultanze investigative dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Reggio Emilia, l’autore del grave episodio verificatosi alle 23,00 di domenica scorsa ai danni di un 39enne cittadino cinese residente in provincia di Rovigo trovato in un pozza di sangue lungo Via Turri con circa un metro d’intestino fuori dalla pancia. La svolta era nell’aria già da qualche giorno allorquando gli stessi Carabinieri, che all’indomani dell’omicidio hanno messo a “ferro e fuoco” l’intera zona, trovavano tra i cespugli di Via Turri il mannaia e il coltello usati nel tentato omicidio.

Una prima ed importante svolta investigativa seguita poi dall’identificazione del responsabile resa possibile grazie anche all’individuazione fotografica di alcuni testimoni individuati, non senza fatica, dai Carabinieri nel corso delle indagini. Si è quindi accertato che aggressore e vittima avevano trascorso, insieme ad altri connazionali, la serata in un ristorante cinese nei pressi della Stazione Ferroviaria del capoluogo reggiano. All’uscita dal ristorante, probabilmente complice anche l’uso smodato di bevande alcoliche, per cause ancora all’esatto vaglio i due sono venuti alle mani con l’aggressore che si allontanava dopo l’acceso alterco. Poco dopo però tornava in Via Turri e armato di mannaia e coltello raggiungeva il connazionale colpendolo con alcuni fendenti alla pancia tanto da provocarne l’eviscerazione dell’intestino.

Quindi le meticolose indagini dei Carabinieri, che seppur rese difficili dall’omertà dell’ambiente, hanno portato, a meno di una settimana dall’accoltellamento, all’identificazione del responsabile sottoposto nel tardo pomeriggio di sabato scorso, al fermo d’indiziato di delitto. L’uomo in presenza del proprio legale, ma già “inchiodato” dalle prove raccolte dall’Arma, ha reso spontanee dichiarazioni ai Carabinieri ammettendo i fatti a lui contestati.

L’episodio nella travagliata Via Turri riporta la memoria dei reggiani alla mattanza del luglio del 2003 nella stessa zona due cinesi furono ammazzati a colpi di aceta e coltelli da un gruppo di loro connazionali poi arrestati e condannati con pene esemplari.