
Nelle more che le indagini facciano piena luce l’odierna vicenda ha visto la vittima rivolgersi ai Carabinieri denunciando il raggiro. Secondo quanto dichiarato avrebbe fatto accomodare in casa gli odierni indagati presentatisi alla porta con il pretesto di un bicchiere d’acqua. Quindi si sono presentati come agenti di un’azienda che tratta l’energia nel mercato libero proponendo un contratto. Al fermo diniego della donna i due hanno cortesemente chiesto un documento per poter dimostrare al datore di lavoro di aver comunque cercato di chiudere il contratto. Ottenuta la carta d’identità la fotografavano con il loro cellulare e quindi andavano via. Come poi accertato dai Carabinieri con i dati anagrafici della donna è stato poi approntato un contratto con la firma apocrifa della donna. Quest’ultima ricevuta la documentazione dall’azienda effettuava le procedure di recesso per poi denunciare l’accaduto ai Carabinieri. Quindi le indagini che hanno portato all’identificazione dei due agenti nei confronti dei quali i carabinieri hanno acquisito incontrovertibili elementi di reità in ordine ai citati riferimenti normativi violati per i quali sono stati denunciati. Caso isolato? Saranno le indagini a chiarirlo nel sospetto che la strategia di marketing truffaldina possa non essere limitata alla donna di Castellarano.




