
La vittima, una donna di 44 anni, è dovuta ricorrere alle cure in ospedale venendo giudicata con una prima prognosi di 21 giorni per traumi contusivi e ferite lacero contuse varie evidenziatesi principalmente al volto, braccio ed emico stato. Pugni, schiaffi, calci e probabilmente morsi: nulla è stato risparmiato alla malcapitata donna in un pomeriggio di assurda violenza. L’allarme al 112 dei Carabinieri è giunto poco dopo le 16,00 con i militari che intervenivano presso una privata abitazione trovando al’esterno della casa una donna sotto shock con il volto tumefatto che alla vista dei Carabinieri si è lasciata andare in un pianto liberatorio raccontando le violenze subite poco prima da parte del suo compagno e da una coppia di vicini di casa. Si accertava quindi che il rifiuto della donna ad un “momento d’intimità” aveva visto il compagno andare in escandescenze che dopo le offese passava alle violenze tirando i capelli alla donna e colpendola ripetutamente a calci e a pugni su tutto il corpo. Allertati dalle urla giungeva anche una coppia di vicini di casa che anziché soccorrere la donna inveivano contro la stessa colpendola anche loro con calci e pugni.
Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri i vicini sono giunti quando la donna si trovava sul pianerottolo nel tentativo di fuggire dalle violenze dell’uomo. Bloccata dai due veniva riportata dentro e pestata. Violenze quelle dell’uomo non circoscritte a questa domenica: nella denuncia presentata dalla donna emergono reiterate condotte violente commesse dall’uomo anche tempo addietro nei confronti della donna che non ha mai denunciato per paura. Violenze aumentate nel’ultimo periodo allorquando la donna aveva manifestato l’intenzione a porre fine alla relazione sentimentale. Ricostruiti i fatti e dopo aver assicurato le dovute cure mediche alla donna i tre venivano arrestati: il marito con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e lesioni mentre i due vicini con l’accusa di lesioni. I tre venivano posti a disposizione della D.ssa maria Rita Pantani, sostituto presso la Procura reggiana titolare dell’inchiesta.



