
Una giornata di formazione e aggiornamento alla quale parteciperanno, tra gli altri, anche il Direttore sanitario dell’Azienda USL Cristina Marchesi, il Direttore sanitario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Modena Anselmo Campagna, il Coordinatore per la Regione Emilia-Romagna degli Screening oncologici Carlo Naldoni e il presidente della Società scientifica GISCOR (Gruppo Italiano Screening Colon Retto), Romano Sassatelli.
I dati dello screening
Sono oltre 80mila i modenesi che hanno aderito allo screening nel corso degli ultimi due anni. Soltanto nell’ultimo ciclo di inviti sono stati diagnosticati circa cento nuovi tumori.
Statisticamente, il 30% delle persone che effettua l’approfondimento tramite endoscopia dopo aver riconsegnato il test per la presenza di sangue occulto nelle feci, evidenzia lesioni pre-tumorali o tumorali del colon retto.
Lo screening, infatti, ha un ruolo determinante anche nella prevenzione e nel riconoscimento della presenza di lesioni pre-cancerose del colon retto (adenomi) che spesso possono precedere lo sviluppo di un vero e proprio carcinoma (sono 900 i casi accertati di adenoma avanzato tra il 2011 e il 2012).
Per l’efficacia e il buon funzionamento di un sistema multidisciplinare come lo screening è fondamentale il coordinamento delle competenze e l’integrazione delle diverse figure professionali coinvolte, dal professionista di laboratorio fino all’oncologo per una presa in carico del cittadino. Determinante, inoltre, è il ruolo del medico di medicina generale che, oltre a collaborare nel promuovere l’adesione al test, in caso di riscontro di lesione affianca e supporta il proprio assistito nel percorso diagnostico e terapeutico avviato.


