
Dopo Marco Imarisio, inviato del Corriere della Sera e Marco Damilano, inviato dell’Espresso, è la volta di Amedeo Ricucci, inviato speciale del Tg1, che interverrà mercoledì 4 dicembre alle ore 17 in un incontro dal titolo “Il giornalista di guerra (tra informazione e propaganda)”.
Inviato speciale del Tg1, Amedeo Ricucci ha seguito i più importanti conflitti degli ultimi vent’anni: Algeria, Somalia, Bosnia, Ruanda, Liberia, Kosovo, Afghanistan, Libano, Iran, Iraq Palestina, Tunisia, Libia, Siria. Il 3 aprile 2013 è stato sequestrato proprio in Siria, insieme ad altri tre giornalisti italiani (Elio Colavolpe, Susan Dabbous e Andrea Vignali), da una brigata di Jabhat al Nusra, l’ala più estrema della lotta siriana. I quattro sono stati liberati dopo 11 giorni.
Ricucci ha lavorato anche per le trasmissioni Professione Reporter, Mixer e La storia siamo noi, pubblicando tra l’altro “La guerra in diretta. Iraq, Palestina, Afghanistan, Kosovo. Il volto nascosto dell’informazione televisiva” (2004, Pendragon editore).
I prossimi appuntamenti saranno con Peter Gomez, direttore del Fattoquotidiano.it (mercoledì 11 dicembre) e Milena Gabanelli di Report (gennaio 2014, in data da definire).
Tutti gli incontri si terranno dalle ore 17 alle 19 nell’aula A – Scienze della Comunicazione, via Azzo Gardino, 23 – Università di Bologna e sono aperti al pubblico.
Dialogano con Amedeo Ricucci la professoressa Giovanna Cosenza (coordinatrice del Corso di laurea in Scienze della Comunicazione) e il professor Mauro Sarti di Comunicazione giornalistica.
L’incontro con Amedeo Ricucci verrà seguito in diretta twitter con hashtag #5LG.




