
In una telefonata intercettata dalla Guardia di finanza a fine 2011, nell’ambito dell’inchiesta – scrive Legambiente Emilia Romagna in un comunicato – i due interlocutori facevano riferimento alla possibilità di «sparare in bocca» al giornalista della Gazzetta di Modena, per un articolo “sgradito”.
Legambiente sarà presente all’udienza per sottolineare la vicinanza a Tizian, che da due anni è sotto protezione per aver portato alla luce del sole dinamiche di stampo mafioso nella nostra regione.
Il dossier Ecomafia 2013 evidenzia infatti come in Emilia-Romagna la criminalità, legata ai reati ambientali, stia lentamente prendendo piede: la nostra regione sale infatti la classifica generale dell’illegalità. Nel corso del 2012 si sono infatti registrate ben 1.035 infrazioni accertate, 944 persone denunciate e 410 sequestri effettuati. L’accentuata dimensione globale delle attività di ecocriminali ed ecomafiosi, la diversificazione delle loro attività illecite, il ricorso sistematico a espedienti tipici della criminalità economica sono proprie anche dell’Emilia-Romagna con in primo piano ciclo dei rifiuti e del cemento.
Legambiente non può che stringersi in un abbraccio simbolico al giornalista nella sua scelta coraggiosa di non rimanere in silenzio davanti all’illegalità, nonostante le minacce, e per ricordare a tutti che Giovanni Tizian non è solo.



