Home Ambiente I Gruppi degli attivisti M5S di Scandiano, Casalgrande e Castellarano si attivano...

I Gruppi degli attivisti M5S di Scandiano, Casalgrande e Castellarano si attivano riguardo la copertura della discarica di San Ruffino

I gruppi locali del MoVimento 5 Stelle di Castellarano, Casalgrande e Scandiano intendono coordinarsi e fare informazione riguardo alla discarica di Rio Riazzone s.p.a.: un ECOMOSTRO in comproprietà al 51% Comune di Castellarano, 44% IREN e 5% Comune di Scandiano.

A seguito della nostra partecipazione a diversi incontri (organizzati dal comune di Scandiano e IREN) e ad alcune serate organizzate da noi con esperti nel settore, ci siamo fatti l’idea che i cittadini siano all’oscuro di molti importanti aspetti relativi alla discarica, e riteniamo necessario INFORMARE e rendere CONSAPEVOLI i cittadini della storia di questo sito e dei possibili, preoccupanti, sviluppi futuri ai quali ci opporremo in ogni modo.

I soci di Rio Riazzone S.p.A. hanno guadagnato in percentuale sulle quote di partecipazione per circa venti anni, dato che l’ECOMOSTRO ha inghiottito in quel periodo più di 2 milioni di metri cubi di rifiuti, compresi circa 300 m3 di scarti degli inceneritori quali ceneri pesanti e cenerino (residui tossici che però grazie al decreto Ronchi del 1997 vengono classificati “solo” come pericolosi). Chiaramente le rendite, tolte le spese, derivano dalle bollette sui rifiuti che noi tutti abbiamo pagato e continuiamo a pagare all’attuale IREN.

La discarica ha terminato di ingoiare rifiuti nel 2008, ma continua a produrre guadagni! Dai rifiuti decomposti IREN produce metano che trasforma in elettricità e vende, anche con l’ausilio di pannelli fotovoltaici che IREN ha piazzato su circa due terzi della discarica chiusa.

Nel corso degli anni la superficie del restante terzo di discarica è stata lasciata scoperta senza nemmeno livellare gli avvallamenti dello strato superficiale: ciò ha provocato un ristagno delle acque piovane e determinato una ingente produzione di “percolato”: lo smaltimento di esso ha gravato sulle bollette di noi cittadini, come ha dichiarato alla stampa anche il Sindaco di Castellarano Sig. Gianluca Rivi.

Finalmente la discarica arriva alla fase di chiusura, la quale prevede la copertura della stessa con materiale inerte: un’altra ghiotta occasione per i manager IREN che subito la sfruttano progettando di utilizzare per la copertura circa 70 mila metri cubi di ceneri pesanti provenienti dagli inceneritori rifiuti IREN di PARMA, PIACENZA TORINO!!! Riteniamo che queste ceneri siano certamente più tossiche e pericolose della ghiaia prevista inizialmente nel progetto di copertura sebbene per la legislazione italiana anche le ceneri pesanti sono classificate come “non pericolose”.

Questo rassicurerà certamente i legali di IREN e le amministrazioni comunali che ci possono mostrare documenti “puliti”; ma non certo i cittadini asfissiati dalla mancanza di trasparenza non solo di IREN ma anche delle proprie amministrazioni locali.

Se a Reggio la cittadinanza si è battuta per chiudere i conti con inceneritori vecchi e nuovi, non lo ha certo fatto per smaltire le scorie altrui: per venti anni abbiamo ricevuto porcherie da tutta la provincia, ora il colpo finale per una zona collinare di tutela paesaggistica comunitaria!

I Gruppi M5S locali si oppongono fortemente a ricevere sul nostro territorio scorie e ceneri da inceneritori di rifiuti provenienti da altre provincie!!!

Noi cittadini attraverso internet possiamo entrare nell’ultimo bilancio IREN Ambiente e osservare che in esso è previsto un fondo (soldi accantonati per la gestione e la sistemazione delle discariche chiuse) che loro definiscono “post morte”.

I cittadini hanno il diritto di pretendere che IREN sistemi per sempre l’ ECOMOSTRO di Rio Riazzone, come era previsto nel contratto fin dall’apertura della discarica, con materiali naturali senza gravare ancora una volta sulle tasche degli utenti, i soldi li hanno!! Se così non fosse, parrebbe di capire che IREN voglia sfruttare proprio fino all’ultimo Rio Riazzone e continuare a produrre guadagni oltre i limiti della decenza, forse per pagare gli stipendi ai loro managers (circa 2milioni di euro annui) e non certo per redistribuire gli utili alleggerendo le bollette dei cittadini!