
La professoressa è anche presidente del «Centro Italiano di Ricerche Fenomenologiche» e del-l’«Associazione Italiana Edith Stein». Studiosa di Husserl e della fenomenologia, ha dedicato particolare attenzione all’opera di Edith Stein, Hedwig Conrad-Martius e Gerda Walther, oltre che alle questioni di genere in ambito religioso. Curatrice della traduzione italiana delle Opere di Edith Stein, è nel comitato di redazione di «Phenomenological Inquiry», «Aquinas» e «Analecta Husserliana». Molti i suoi testi, tra i quali il recente Il senso delle cose, pubblicato nel 2013 per i tipi di Castelvecchi.
“Le donne che incontriamo – spiega Angela Ales Bello– si presentano nella loro singolarità, infatti non incontriamo mai la donna o l’uomo nella sua astrattezza, ma sempre una persona con sue caratteristiche peculiari. Questo è un dato incontrovertibile della nostra esperienza: tuttavia anche il nostro linguaggio ci spinge a generalizzare e quindi a parlare della donna ricercando proprio quell’elemento caratteristico presente in ogni donna. Questo tipo di indagine è esaltato e considerato fondamentale nell’ambito della ricerca che chiamiamo filosofica, infatti non ci accontentiamo di cogliere la singolarità, ma tendiamo sempre a una generalità o, per meglio dire, un’universalità, l’universalità di strutture che riconosciamo presenti quando incontriamo una donna o più donne, perciò diciamo, riconoscendole, che sono donne. Esse ci vengono incontro con una struttura fisica determinata, che già porta con sé e ci propone un grande paradosso, ognuna di loro è unica e irripetibile, eppure sono tutte donne.”
La conferenza si terrà a partire dalle 17,30 nel Teatro della Fondazione; su richiesta sarà possibile ricevere un attestato di presenza.
La conferenza, come tutte le altre del ciclo, sarà inserita nell’archivio conferenze presente nel sito www.fondazionesancarlo.it, da cui potrà essere scaricata gratuitamente.



