
Le testimonianze raccolte hanno consentito di ricostruire i fatti: la lite degenerata in aggressione era scaturita per motivi di viabilità; un automobilista che poco prima procedeva in via Emilia S. Stefano contromano, contestava all’autista di essere stato costretto a stringere sul marciapiede per far passare il mezzo pubblico, alterato aveva rincorso il bus e approfittando dell’arresto della marcia per gli utenti, lo affiancava e dall’abitacolo inveiva contro il dipendente Seta, oltre alle offese verbali estraeva un coltello dal cassetto portaoggetti della sua vettura brandendolo minaccioso all’indirizzo del malcapitato.
L’autista a quel punto urlava che avrebbe avvisato la Polizia e continuava la sua marcia, questo scatenava l’ira dell’aggressore che si parava con la propria vettura davanti al bus, scendeva dirigendosi al finestrino del lato guida colpendolo con pugni violenti, continuava a proferire minacce ed offese, poi saliva a bordo e colpiva al petto l’autista con tale forza da farlo cadere violentemente sulla schiena. L’aggressore a questo punto si allontanava salvo ritornare subito dopo afferrando il malcapitato e minacciandolo di morte col coltello puntato alla gola, poi lasciava la presa e sferrava un pugno sull’occhio sinistro che faceva rovinare a terra l’autista con perdita di conoscenza.
L’aggressore, rintracciato nelle vicinanze, alla contestazione dei fatti rispondeva che la lite era stata da lui subita e che solo per difendersi aveva colpito l’autista con uno schiaffo in quanto costui lo aveva afferrato al collo come per strangolarlo,ma nessun segno di riscontro a questa versione veniva rilevato.
Il 42enne G.L., napoletano, veniva accompagnato in Questura e, al termine degli accertamenti, tratto in arresto per i reati di resistenza ad incaricato di pubblico servizio e lesioni aggravate. L’autista, in ambulanza, veniva trasportato al Pronto Soccorso, dove veniva curato e dimesso con una prognosi di 7 giorni per il trauma all’occhio sinistro.

