Sei tunisini finiti in manette con l’accusa di spaccio continuato di sostanze stupefacenti, una trentina di giovani tossicodipendenti segnalati quali assuntori, migliaia di cessioni di eroina documentate nel pluriennale business dello spaccio portato alla luce dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Reggio Emilia nell’indagine avviata nell’estate dell’anno scorso a seguito di alcuni decessi avvenuti per overdose da eroina. Grazie alle indagini dei Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Reggio Emilia si è risaliti a 6 spacciatori dediti da anni ed in modo professionale ad una sistematica, ben organizzata e fruttuosa attività di spaccio della droga killer: l’eroina il cui consumo, andando in controtendenza agli anni passati, sta registrando un aumento esponenziale anche alla luce dei costi più contenuti rispetto ad altre droghe. Un indagine durata circa un anno che ha rivelato la matrice tunisina delle gestione di eroina nel capoluogo reggiano. Con l’arresto l’altra sera dei cittadini tunisini noti negli ambienti come i pusher di Via Turri i Carabinieri hanno sferrato un duro colo al mercato dell’eroina in città praticato da quest’ultima banda prevalentemente in Via Turri e zone limitrofe non disdegnando anche aree verdi come quelle dei parchi delle Caprette e campo di Marte dove durante una corsetta “salutare” i podisti – clienti venivano raggiunti dai pusher che cedevano in maniera insospettabile lo stupefacente richiesto. Un attività certosina, quella condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia di Reggio Emilia che sono riusciti a documentare lo spaccio di stupefacenti posto in essere dai cittadini tunisini coinvolti nonostante gli accorgimenti adottati dagli stessi che oltre a “catechizzare” i loro clienti consigliandoli sul linguaggio da usare al telefono avevano cura di cambiare spesso utenza telefonica premurandosi affinché i clienti avessero comunque il nuovo numero. Per non finire in manette nascondevano le dosi da spacciare nella cavità orale da dove veniva estratta all’occorrenza ovvero durante lo spaccio. Un vero e proprio market degli stupefacenti laddove gli interessati erano in grado di fornire l’eroina con prezzari che soddisfacevano le diverse fasce di clienti: dalle dosi di buona qualità per i palati più fini a quelle di minor qualità e quindi più economiche per i meno abbienti. La Procura di Reggio Emilia, condividendo con le risultanze investigative dei Carabinieri reggiani, ha richiesto ed ottenuto a carico dei pusher un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. Provvedimento di natura cautelare emesso a metà maggio che è rimasto in eseguito per alcuni giorni, trattandosi di soggetti senza fissa dimora, sino all’altra sera quando i militari hanno rintracciato i destinatari tratti in arresto.
Con l’accusa di spaccio continuato di sostanze stupefacenti in manette sono finiti il 20enne tunisino A.E.B.S. noto negli ambienti come Rami, il 50enne cittadino tunisino H.K. noto come Habib e il 32enne tunisino M.M. noto come Sam. Gli ultimi due sono stati localizzati a Reggio Emilia mentre Rami è stato arrestato a Scandiano ospite di un suo connazionale. Nell’ambito delle stesse indagini agli inizi dell’anno in manette, colpiti da analoga ordinanza di custodia cautelare, erano finiti S.B. 25enne, M.M. 31enne e R.B. 33enne, tutti abitanti a Reggio Emilia. Secondo quanto riportato nel capo d’imputazione dell’odierna ordinanza di custodia cautelare, gli arrestati, in concorso tra loro, in tempi diversi detenevano sostanza stupefacente di tipo eroina che provvedevano a cedere sistematicamente a numerosi giovani reggiani con cadenza pressoché giornaliera e prevalentemente nella zona di Via Turri da dove prende il nome l’appartenenza della banda come era nota negli ambienti dei tossicodipendenti. Nel corso delle indagini decine di giovani insospettabili reggiani, sono sati segnalati alla Prefettura quali consumatori di stupefacenti.




