
“Un Piano, quello approntato dall’Unione – ha spiegato il Presidente Bellelli – che è il primo di questo genere nel modenese, tanto che la Provincia lo userà come modello per le altre Unioni territoriali; inoltre si tratta di uno strumento non rigido, ma di una sorta di ‘work in progress’, sul quale fare una riflessione continua e aggiornamenti periodici. La responsabilità rimane in capo al Sindaco e nei singoli Piani comunali sono presentii piani di evacuazione con le zone a rischio, mappa che verrà aggiornata entro fine 2015, con le stime basate su modelli di previsione, ad esempio nel caso di esondazioni del fiume Secchia. I Piani comunali sono in pratica l’architrave di quello Intercomunale”. Susi Tinti ha invece dal canto suo in Consiglio rammentato come le parole chiave di questo documento siano collaborazione, condivisione e coordinamento. “Si tratta del frutto di un lavoro di squadra fra i vari tecnici, molto motivati, dei quattro Comuni – ha spiegato – Nel corso del 2015 il Piano verrà presentato a tutti i dipendenti che dovranno gestirlo”.
Il cuore del Piano intercomunale è la definizione di chi fa cosa, come e quando, nei Centri operativi comunali e in interconnessione tra loro, in caso di eventi preannunciati (neve o pioggia) o no (terremoto, emergenze di tipo industriale come il caso della Ca.Re. di Carpi dell’agosto scorso). Nel Piano si trovano dunque informazioni sul territorio, i numeri utili, gli scenari, la modulistica, le reti stradali, con riferimenti anche ai comuni confinanti. Molto importante ovviamente parlando della Protezione Civile è l’aspetto dell’informazione alla popolazione in caso di calamità naturali e non solo, così come quello formativo: a Carpi sono già iniziati i corsi base per i volontari.
Molti sono stati gli interventi dei rappresentanti dei cittadini dell’Unione ieri sera in Consiglio: Marco Reggiani (Pd) ha domandato lumi sulle modalità dell’informazione alla popolazione mentre Monica Medici (Movimento 5 Stelle-Uniti per Novi, Rovereto e S.Antonio) ha spiegato come fosse necessario a suo parere definire un termine entro il quale valutare punti di forza e criticità del Piano. E se Anna Azzi (Carpi Futura) ha ad esempio invece sottolineato le criticità legate alla viabilità esistente tra le Terre d’Argine e Modena, così come tra il nostro territorio e Mirandola il capogruppo del Pd Marco Bagnoli ha dal canto suo rimarcato l’importanza della prevenzione e della formazione nel campo della Protezione Civile, con il necessario aumento del numero dei volontari e delle iniziative nelle scuole. Il Presidente Bellelli ha poi chiuso il dibattito affermando che il Piano intercomunale fotografa sì l’esistente ma è anche elemento dinamico: “sarà l’emergenzialità a farci da bussola nelle scelte che dovremo fare in questo campo. Darci scadenze ora sarebbe artificioso, ma è giusto prevedere come abbiamo fatto aggiornamenti periodici. Importante poi è la mappatura in corso dei ‘fragili’ presenti sul territorio, un arricchimento del Piano stesso”.




