
“Non è un mistero, come di sicuro non lo era negli anni in cui è stata presa questa decisione, la situazione generata da crisi dei consumi e difficoltà economiche al tessuto imprenditoriale locale del commercio. Sommando questa dunque, al combinato-disposto dell’aumento programmato della rete distributiva tra Sassuolo e Fiorano, il risultato finale che si profila è già, se non sotto gli occhi di tutti, sotto quelli di molti. E cioè una serie di chiusure a catena che coinvolgeranno le piccole e piccolissime attività commerciali a conduzione famigliare del comprensorio della ceramica. Ribadiamo quindi quello che abbiamo già affermato a più riprese anche nel recentissimo passato: siamo fermamente contrari a forme di riconversione sul territorio, che prevedono insediamenti di strutture commerciali medie e medio-grandi, come appunto quella che dovrebbe realizzarsi a Spezzano. La rete distributiva, e non ci stancheremo di ripeterlo a costo di farlo all’infinito, è fin troppo satura. Piuttosto andrebbe tutelato il commercio di vicinato, prossimo all’estinzione se non interverranno misure concrete di sostegno”, conclude Confesercenti.




