
Tra i prodotti più richiesti: borse e scarpe da donna, capi spalla, accessori, maglieria, giacconi e giubbotti. In particolare, da una prima rilevazione effettuata su un panel di imprese, emerge che la gran parte del budget utilizzato nei primi giorni di saldi si è concentrata su abbigliamento (37%) e calzature (25%), che hanno assorbito il 62% della spesa. Gli accessori pesano per il 13%, la biancheria intima per l’8% e gli articoli sportivi per il 6%.
In tutto ciò, vi è da registrare, che, stanto ai dati elaborati dall’Ufficio studi di Confcommercio a livello nazionale, la propensione ad approfittare dei saldi invernali è scesa negli ultimi 5 anni di oltre 18 punti. Un trend, questo, che anche quest’anno non si arresterà, a conferma della perdurante difficile congiuntura economica.
“L’auspicio – conclude Abbruzzese – è che i saldi, che entreranno nel vivo nei prossimi giorni, possano dare una ulteriore boccata d’ossigeno al commercio, dopo quella giunta con le vendite natalizie. Ciò nella consapevolezza che per restituire strutturalmente slancio e respiro al nostro settore servirebbe innanzitutto una riduzione della pressione fiscale, che ha ormai raggiunto livelli insopportabili per imprese e famiglie”.






