
“Gli effetti della crisi economica sono, purtroppo, evidentissimi – commenta l’assessore comunale all’Ambiente Giulio Guerzoni – anche per quanto riguarda la tassa sui rifiuti, prima Tares, oggi Tari. I tributi non incassati nell’ultimo anno rischiano di pesare moltissimo nella costruzione del Piano economico finanziario 2015 creando un problema di equità verso cittadini e imprese”.
Proprio perchè la Tari è una tassa, il Comune è per legge obbligato a prevedere la copertura totale dei costi del servizio e quindi a tutelare i conti pubblici preventivando il non incassato attraverso, appunto, il Fondo crediti di dubbia esigibilità. In pratica, a differenza di quanto accadeva in regime di tariffa (Tia), il rischio economico dell’evasione ricade sul Comune e non più sul gestore. Questa situazione, non priva di criticità, è figlia della scelta del legislatore nazionale che, a fine 2013, decise di reintrodurre la tassa sui rifiuti, riversando così tutte le responsabilità sugli enti locali che oggi, sempre per colpa della crisi, ne iniziano a pagare le conseguenze.
“In questo quadro – aggiunge Guerzoni – il Comune di Modena sta già operando in due direzioni: da un lato il recupero crediti con azioni di controllo mirate, giuste e trasparenti; dall’altro, con l’avvio di un confronto critico e costruttivo col gestore del servizio di gestione rifiuti Hera, per definire un piano di sviluppo dei servizi ambientali che garantisca il raggiungimento dei risultati previsti dalla pianificazione ambientale senza incidere in modo sensibile sui costi né rinunciare alla qualità del servizio”.


