
Prosegue l’assessore: “Sono almeno tre anni che, come Regione, stiamo ragionando con Anpi nazionale, regionale e provinciale, con l’Istituto storico per la Resistenza e gli enti locali intorno a un progetto storico-culturale. Un progetto che, partendo dal recupero dell’immobile dell’ex Casa del Fascio, ne faccia un centro di studi internazionali sul fascismo e contro tutti i totalitarismi. Un progetto che ancora non ha una copertura finanziaria dal momento che dovrà concorrere, come altri, ai bandi europei”.
L’idea, dunque, “è di partire laddove simbolicamente il fascismo è nato, per studiarne l’evoluzione fino ai nostri giorni, in cui drammaticamente si sta riproponendo in nuove forme sullo scenario europeo. Così come – aggiunge Mezzetti – vogliamo ragionare sul complesso di tutte le espressioni di totalitarismo che hanno drammaticamente segnato il secolo scorso. Ci tengo a ripeterlo, perché sia chiaro e venga sgombrato ogni equivoco: nulla di statico, dunque, o peggio ancora di rievocazione nostalgica, ma una realtà viva di riflessione, documentazione e divulgazione contro tutte le forme di dittatura, di ieri e di oggi. Un progetto con un respiro europeo e internazionale. Fuori da questo perimetro rigoroso non se ne parlerebbe neppure”.




