
Le imprese straniere diminuiscono solo in Valle d’Aosta. L’incremento è più rapido si ha in Campania (+13,3 per cento), e a distanza, in Calabria (+6,3 per cento). L’Emilia-Romagna è quindicesima per crescita. Nelle regioni con cui si confronta, l’aumento delle imprese straniere è molto più rapido in Lombardia (+5,3 per cento), ma non in Piemonte (+3,0 per cento) e Veneto (+2,9 per cento).
La forma giuridica La tendenza positiva è data innanzitutto dalle ditte individuali (+810 unità, +2,2 per cento), nonostante gli effetti della crisi passata ne limitino l’aumento. Esse costituiscono l’83,7 per cento delle imprese straniere e comprendono molte imprese marginali. Quindi un altro supporto è giunto dalla crescita molto più rapida delle società di capitale (+400 unità, +13,0 per cento), sostenuta dall’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata. Questa ha contribuito però alla leggera riduzione delle società di persone (-0,7 per cento). Aumentano infine le cooperative e i consorzi (+2,4 per cento).
Negli ultimi cinque anni, il rilievo delle società di capitale è aumentato di 2,4 punti percentuali, di quasi il 50 per cento, giungendo al 7,5 per cento del totale. Al contrario il peso delle ditte individuali si è ridotto di 2,2 punti (all’83,3 per cento) e quello delle società di persone di solo 0,3 punti percentuali, al 7,4 per cento. La quota delle cooperative e consorzi è rimasta invariata, all’1,5 per cento.
Settori di attività economica La tendenza positiva origina sostanzialmente dalla crescita dei servizi (+1.246 imprese, +5,8 per cento), determinata soprattutto dall’aumento delle imprese del commercio (+476 unità, +4,4 per cento) e della ristorazione (+293 unità, +8,2 per cento). Aumentano sempre anche le imprese dei servizi per la persona (+145 unità, 12,4 per cento). Le imprese straniere contengono la tendenza negativa nelle costruzioni (-0,7 per cento) e segnano ancora una leggera crescita nell’industria (+0,9 per cento). L’aumento è forte nel settore per loro marginale dell’agricoltura (+5,2 per cento).
Anche per le imprese straniere, negli ultimi cinque anni, si è affermato il ruolo dominante dei servizi. La quota delle imprese attive nel settore è salita di 5,6 punti percentuali e ha raggiunto il 50,6 per cento del totale. Nello stesso periodo, si è ridotto il rilievo di tutti gli altri settori. La quota delle imprese attive in agricoltura, silvicoltura e pesca è solo leggermente diminuita (-0,1 punti percentuali), ma è marginale (1,5 per cento). Mentre il peso dell’industria in senso stretto è sceso di un punto percentuale al 10,5 per cento e il rilievo delle costruzioni è caduto di oltre un decimo (-4,5 punti percentuali) al 37,4 per cento, anche se il settore resta il secondo più importante per le imprese estere.



