
Le prime risultanze investigative sulla riconducibilità di parte della refurtiva conduceva a un negozio trattante la vendita di articoli di pesca il cui commerciante convocato in caserma dai carabinieri riconosceva parte della refurtiva sottrattagli dal negozio la notte del 7 settembre scorso (una quarantina di mulinelli per canne da pesca ed alcuni articoli d’abbigliamento per pesca). La restante refurtiva costituita da ulteriori articoli per la pesca, caschi da motociclista, navigatori, aspirapolveri e costosi attrezzi edili (tra cui un costoso sistema di misurazione hilti pos 15) veniva quindi sequestrata in attesa di stabilirne l’esatta provenienza. Al riguardo quindi sono ancora in corso accertamenti da parte dei militari dell’Arma per risalire ai proprietari degli oggetti recuperati. Per questo motivo eventuali commercianti e cittadini derubati che si riconoscessero come proprietari dell’ingente partita di merce recuperata potranno presentarsi, denuncia alla mano, presso gli uffici del nucleo radiomobile del comando provinciale di Reggio Emilia per le operazioni di riconoscimento e restituzione. Sull’autovettura rubata i carabinieri invece hanno rilevato impronte digitali che sono state repertate ed inviate al RIS di Parma per cercare anche in chiave scientifica una svolta alle indagini.



