
“Desidero sottolineare le novità che abbiamo introdotto in questo nuovo protocollo- ha dichiarato la vicepresidente, Elisabetta Gualmini- da un lato l’allargamento degli assessorati coinvolti, grazie all’impegno di Patrizio Bianchi e Massimo Mezzetti, che ringrazio. Dall’altro l’unificazione del target di destinatari, tra minori e adulti. Svolgere attività teatrale dentro alle carceri sia per i minori che per gli adulti- spiega Gualmini- è un obiettivo pregevole e aiuta a promuovere le competenze, le potenzialità delle persone soggette a misure restrittive che hanno bisogno di ritrovare fiducia e speranza per un loro futuro nella legalità e nella vita sociale anche attraverso il lavoro”.
L’attività di teatro in carcere è ormai da più parti riconosciuta come valido strumento di conoscenza e crescita personale delle persone soggette a misure restrittive ma, come ha sottolineato l’assessore Mezzetti, “è un’esperienza che ha consentito di varcare la soglia invalicabile del pregiudizio, dello stigma sociale”. Per l’assessore Bianchi, invece, “l’attuazione di percorsi formativi legati al progetto Teatro in carcere e lavorare in modo integrato con gli assessorati alla cultura e al welfare, significa mettere al centro delle politiche regionali la persona, in questo caso i detenuti, e ragionare in un’ottica di lungo periodo che consenta il loro reinserimento sociale e lavorativo”.
In base all’intesa, il coordinamento Teatro Carcere, costituito nel marzo del 2011 per promuovere le attività culturali all’interno degli istituti penitenziari dell’Emilia-Romagna (Ferrara, Parma, Castelfranco Emilia, Reggio Emilia, Bologna e Forlì),ha il compito di sviluppare i contenuti, organizzare seminari, attività laboratoriali, percorsi formativi ed elaborare proposte che verranno presentate al tavolo tecnico regionale per essere sostenute economicamente. Ai soggetti firmatari spetterà anche il compito di ricercare ulteriori risorse, oltre a quelle fornite annualmente dalla Regione, promuovere la circuitazione delle esperienze di teatro carcere in Emilia-Romagna presso teatri e spazi culturali, pubblicare la rivista annuale “Quaderni di teatro carcere”. Ogni anno le esperienze teatrali attivate negli Istituti penitenziari della regione hanno coinvolto da 100 a 150 detenuti e oltre un migliaio di spettatori esterni.



