
ANDAMENTO OCCUPAZIONALE PER SETTORI
Pubblici esercizi. E’ quello in cui la sofferenza occupazionale risulta maggiore: -3,6%, il saldo tra attivazioni e cessazioni. Calo, significativo e preoccupante, soprattutto se rapportato al periodo dell’anno in cui gli occupati aumentano per l’assunzione degli stagionali. Nel trimestre appena trascorso date le prospettive parecchio incerte, le imprese hanno sostituito le attivazioni a tempo determinato tipicamente estive con i vuocher, strumenti molto più flessibili in grado di adattarsi ad una situazione di mercato molto dubbia.
Commercio al minuto. Risulta lieve il calo occupazionale in questo settore: il saldo tra attivazioni e cessazioni nel terzo trimestre 2016 è pari a -0,2%. Sintomo di come questa tipologia di imprese, in fase di assestamento dopo anni di ricavi in forte calo, ora scontino la mancanza di prospettive di ripresa.
Commercio all’ingrosso. E’ l’unico ambito in cui il numero degli occupati risulta in crescita: +2,9% il saldo tra assunti e licenziati nel III° trimestre 2016. Le imprese dell’ingrosso, che mediamente registrano un aumento dei fatturati, sono in fase di adeguamento degli organici. Anche se, prediligono stipulare contratti a tempo determinato, per conservare la necessaria flessibilità a fronte delle oggettive difficoltà nella programmazione a medio lungo termine.
“E’ fin troppo evidente l’effetto prodotto dai tagli alle agevolazioni contributive operate dalla Legge di Stabilità 2016 – ha ridotto in modo significativo la decontribuzione sui nuovi contratti a tempo indeterminato – nonché dalle persistenti difficoltà che incontrano le piccole imprese del commercio e del turismo”, fa notare Confesercenti Modena. “Risulta sempre più urgente quindi uscire da questa fase di stagnazione attraverso l’adozione di misure strutturali, stabili e durature per creare le condizioni per una vera ripresa della domanda interna, dei consumi, e, di conseguenza, dell’occupazione. A questo proposito la Legge di Stabilità pur avendo un contenuto espansivo può essere ulteriormente migliorata. Sarà poi indispensabile implementare nuove politiche del credito, e dunque urgenti misure che favoriscano una ripresa dei finanziamenti agli investimenti e allo sviluppo del credito soprattutto alle imprese minori. Occorre infine sostenere le politiche della formazione, in particolare per i giovani, i soggetti che come certifica l’ISTAT, risultano maggiormente in difficoltà a trovare occupazione.”




