
Questa a grandi linee la premessa di questa vicenda che ha visto i carabinieri di Luzzara denunciare alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Emilia con l’accusa di furto aggravato un 40enne cittadino albanese con specifici precedenti in materia di reati contro il patrimonio. La svolta investigativa grazie all’eccezionale connubio tra le indagini tradizionali condotte dai militari dell’Arma e quelle di laboratorio a cura del RIS di Parma. All’atto del sopralluogo di furto infatti i carabinieri avevano modo di accertare che il malvivente nell’infrangere i due vetri di altrettante finestre si era ferito lasciando le tracce di sangue su uno strofinaccio ed un lenzuolo reperiti in casa che aveva usato per tamponarsi la ferita. Il sangue veniva repertato dai carabinieri di Luzzara ed inviato al RIS di Parma per le relative indagini di laboratorio. C’è voluto del tempo (non per certo per le analisi in sé, ma per “l’attesa” del giusto profilo) ma, alla fine, il ladro è stato individuato. Il profilo del DNA ricavato è risultato riconducibile al 40enne albanese. La probabilità casuale di individuare un altro soggetto con lo stesso profilo genotipico è una su 9 miliardi di individui scelti a caso. Chiuso il cerchio il malvivente, che attualmente è risultato essere ristretto nel carcere di Mantova per altra causa, è stato denunciato dai carabinieri di Luzzara alla Procura reggiana per il reato di furto aggravato.


