
L’operazione ha visto anche l’impiego dei carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Emilia in quanto gli arresti e le perquisizioni hanno interessato anche la nostra provincia, in particolare: A.N., 62enne nato in Grecia, finito ai domiciliari, è stato fermato a Castellarano dove risiede; A.G., 25enne nato a S.Felice a Cancello (CE) è finito ai domiciliari a Castellarano dove risulta residente. Arresti domiciliari anche per I.Z., 22enne nato in Albania e Y.Z., nato nella Cina Popolare, 37 anni, entrambi residenti a Casalgrande. Un quinto soggetto, Z.T., 30 anni, residente a Casalgrande, pure lui finito ai domiciliari, è stato arrestato in Calabria.
Sono state sottoposte a sequestro preventivo 7 società, con sede in diverse città d’Italia, e le macchine da gioco, costituite da apparati informatici, installati all’interno di circa 200 esercizi commerciali finora individuati insistenti su tutto il territorio nazionale.
Agli indagati vengono contestati i delitti di associazione per delinquere transnazionale pluriaggravata e raccolta dei proventi illeciti del gioco illegale on line attraverso strumenti informatici e telematici con l’aggravante dell’agevolazione mafiosa a favore del clan Grande Aracri; fatti commessi a Potenza, Matera, Reggio Emilia e Crotone nel periodo compreso tra il 2012 e il 2015.
Le indagini, avviate dalla Procura nel mese di maggio 2012, hanno portato ad un coordinamento investigativo con le Direzioni Distrettuali Antimafia di Catanzaro e Bologna che hanno già proceduto ad indagini relative a reati di riciclaggio e droga e associazione di stampo mafioso, con esecuzione di decine di misure cautelari nel corso del 2016.
Nel corso dell’operazione i carabinieri del comando provinciale di Reggio Emilia hanno dato corso anche ad alcune perquisizioni presso bar e sala giochi ubicate a Reggio Emilia e provincia, senza che siano stati effettuati sequestri.



