
La sospensiva, che è già stata richiesta, servirà a rispondere alle istanze dei cittadini stessi e dei Comuni, attraverso il confronto, la partecipazione e un dibattito pubblico fondato sulla conoscenza di tutti gli argomenti in discussione.
La Regione Emilia-Romagna è da sempre in prima linea in merito alla tutela ambientale e la sicurezza dei cittadini e dei territori. A rafforzamento della sicurezza, segue infatti le linee guida ricavate dalle indagini scientifiche e tecniche del Rapporto Ichese, svolte in seguito alle raccomandazioni della omonima Commissione, organismo voluto dalla Regione stessa per garantire attraverso la conoscenza, il monitoraggio e il controllo la tutela del territorio rispetto al tema delle estrazioni. Linee assunte in un accordo specifico siglato tra Regione e ministero dello Sviluppo economico e regolarmente seguite. Detto quindi che i giacimenti di idrocarburi sono di proprietà dello Stato (sistema demaniale), che la loro ricerca e il loro sfruttamento sono considerati di interesse pubblico, quando autorizzati, e che vengono effettuati da un’impresa privata in concessione, in Emilia-Romagna è in vigore un sistema di regole condivise che ha alzato notevolmente l’asticella della qualità e dei controlli che vengono svolti e che sono richiesti a tutela dei territori e per la loro valorizzazione. Ne è prova il fatto che la regione vanta primati innegabili nelle produzioni agroalimentari (44 fra Dop e Igp, il numero più alto in Europa) e che anche le estrazioni off shore al largo della costa convivono senza problemi con le necessità del distretto turistico, fra i più importanti nel Paese.
L’Emilia-Romagna vanta competenze e professionalità di primissimo livello nel comparto, un bagaglio di conoscenza importante e una capacità di coinvolgimento delle comunità efficace e trasparente, che consente di opporsi e dire ‘no’ quando si è in presenza di motivazioni scientifiche certificate.




