
“Non di rado – prosegue Caselli – il consumatore viene tratto in inganno da diciture fuorvianti, quali ‘pane di giornata’ (ma prodotto in giornata?) o ‘pane caldo’ (prima era congelato?), diciture che nulla hanno a vedere con la genuinità e qualità dei processi di lavorazione”.
L’obbligo di una precisa comunicazione di quali prodotti sono frutto di processi di congelamento o di una mera cottura finale, e l’obbligo di darne opportuna informazione, è infatti fondamentale per aiutare il consumatore a distinguere e a rendersi conto dell’offerta. Chi cercherà di aggirare la norma sarà punito con multe molto salate, da 2.500 e fino a 10.000 euro.
“Non dimentichiamo – riprende il presidente Lapam Alimentazione – che la lavorazione del pane in modo artigianale, da parte dei fornai, rappresenta un modello italiano d’eccellenza e che nel nostro territorio non mancano realtà di altissimo livello. I panificatori artigiani, tra mille difficoltà, continuano ogni giorno a sfornare pane e altri prodotti di alta qualità che finiscono sulle nostre tavole. E’ giusto che chi compra il pane, quindi, lo possa fare sapendo cosa sta acquistando e se si tratta di un prodotto fresco o surgelato”.
Il presidente Lapam Alimentazione conclude: “Naturalmente ci stiamo muovendo nei confronti dei forni e delle panetterie associate per fare una intensa e capillare campagna di informazione e approfondimento sulle nuove norme”.



