
Il loro comune denominatore è l’interesse per l’interiorità e il leit motiv della mostra è appunto l’anima, non come controcultura ma come frontiera sensoriale aperta senza evoluzione cronologica o gerarchia. La retrospettiva curata dalla Schenetti non è un patchwork annedottico di astrazioni sperimentali, né di organizzazioni geometriche, né di sogni di plastica con l’ambizione di arte per le masse, ma un nuovo giro di boa per giovani talenti selezionati da una vasta rosa di nomi altisonanti in campo artistico.Eccoli: Achille Ascani, fotografo prestato alla computer art, Alessandro Bernardini,esponente dell’arte concettuale, Alberto Bertoldi, Luigi Camellini pittore naif, Uwe Flores astrattista, Rosmundo Giarletta, orafo miniaturista, Valeriano Lessio altro atrasttista, Maria Luisa Scaramelli surrealista e infine la pittrice Maddalena Sirtori.



