
“Abbiamo raggiunto il livello massimo di efficientamento del sistema – ha spiegato Tosi in Consiglio – con costi che nel 2017 hanno raggiunto gli 11 milioni e 553 mila euro, 7,5 milioni dei quali, il 64%, sono ormai costi fissi e solo il 16% è imputabile alla gestione della parte di rifiuto indifferenziato. Si può intervenire ancora forse modificando tempi e modi di raccolta di alcune tipologie di rifiuto come ad esempio le potature”. Tosi ha poi rammentato quelli che sono oggi i costi sia fissi che variabili della raccolta per le utenze domestiche e aziendali, ribadendo poi che le tariffe nel 2018 non prevedono variazioni e che per la prima volta i costi di raccolta sono diminuiti. “Abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti: la raccolta differenziata è all’84%, per l’indifferenziato siamo il primo comune in regione sopra i 20 mila abitanti con 58 chili pro capite/anno, l’80% delle utenze domestiche hanno pagato Tari più leggere…”.
Per il futuro Tosi ha consegnato all’uditorio alcune sue ‘suggestioni’, partendo anche dal fatto che i contributi per i comportamenti virtuosi andranno certamente a diminuire man mano che tutti seguiranno l’esempio di realtà come Carpi. “Si può pensare ad introdurre servizi a chiamata per fare girare meno camion semivuoti o magari insediare un Centro per il riuso dei materiali raccolti come hanno fatto a Novi e Soliera che hanno partecipato ad un bando Atersir: esperienze che guardiamo con interesse ma che per ora non abbiamo ritenuto di avviare. E rimane sempre sul tappeto il tema della domiciliazione della raccolta per vetro e plastica”.
Il consigliere Pd Lorenzo Boni aprendo il dibattito ha sottolineato positivamente i risultati raggiunti, che ha definito “eclatanti” spiegando che a suo parere si potrebbe puntare per il futuro a togliere dalle strade anche i cassonetti per vetro e plastica, puntando a sistemare e aumentare le isole ecologiche, anche per ciò che riguarda i loro orari di apertura. Il capogruppo di Carpi Futura Giorgio Verrini dal canto suo ha chiesto di impegnare ulteriormente il cittadino per preselezionare i rifiuti, diminuendo così i costi per il servizio offerto da Ca.Re. Monica Medici (M5S) ha spiegato che il milione di euro recuperato sui costi è stato reso possibile solo a spese del personale di Aimag e che in base “a dati di Ispra non l’84% ma il 67% è il risultato di Carpi nella raccolta differenziata mentre il 63% di tutto ciò che viene raccolto va in discarica. Che senso ha spingere sulla raccolta differenziata – ha detto – se poi ciò porta al fenomeno degli abbandoni dei sacchetti nei fossi perché il cittadino pensa così di tagliare i costi? Diamo un messaggio sbagliato alla cittadinanza”. Roberto Benatti (Forza Italia) ha chiosato le suggestioni di Tosi come “cose già decise nella sua testa per ottenere risultati migliori a fronte di futuri minori incentivi. Dove andiamo con una maggiore raccolta differenziata? Diamo piuttosto severe sanzioni per i comportamenti errati”. L’assessore Tosi ha replicato che nel 2017 queste ultime sono ammontate a 50mila euro (si tratta di 105 euro a sanzione a cui si somma l’applicazione della tariffa massima per gli svuotamenti a carico del trasgressore, altri 420 euro circa) e che per reprimere questi comportamenti scorretti “ci avvarremo anche di agenti accertatori di Aimag: insieme al contrasto si dovrà puntare alla educazione ambientale che facciamo con il C.E.A.S”. Tosi ha poi ribadito la validità dei dati da lui diffusi sulla raccolta differenziata, riferiti a questo modello di raccolta e di tariffazione, ed ha precisato che Ca.Re. permette di valorizzare maggiormente il rifiuto raccolto, oltre a sottolineare che il nostro territorio è punto di riferimento sulle scelte ambientali e infrastrutturali qui decise sia nel campo dei rifiuti che dell’illuminazione pubblica e delle reti idriche.
Il Piano è stato infine messo ai voti e approvato dai gruppi Pd e FdI, con l’astensione di Carpi Futura e il no di M5S e Forza Italia.




