
Dopo il deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea per i superamenti dei limiti di polveri sottili (Pm10), deciso oggi dalla Commissione europea, prendono posizione gli assessori all’Ambiente delle Regioni Emilia-Romagna, Paola Gazzolo; Piemonte, Alberto Valmaggia; Lombardia, Raffaele Cattaneo, e Veneto, Gianpaolo Bottacin. È in questo territorio che vive il 40% della popolazione italiana e si produce oltre il 50% del Pil nazionale.
“I trend delle concentrazioni di Pm10 parlano chiaro: negli ultimi 15 anni i livelli si sono significativamente ridotti, nonostante le condizioni meteorologiche e geografiche della valle del Po che incidono sulla formazione e la dispersione degli inquinanti. E’ merito delle strategie attuate e del grande investimento realizzato: oltre 18 miliardi spesi dal 2005 per l’efficientamento energetico di case e imprese, l’aumento della produzione di energia rinnovabile, il miglioramento delle performance ambientali delle aziende agricole e gli interventi per la riduzione delle emissioni di ammoniaca, la mobilità sostenibile di persone e merci con nuove piste ciclabili, chiusura dei centri storici, limitazioni alla circolazione e potenziamento del trasporto pubblico: tutti esempi concreti del lavoro svolto, con la collaborazione delle amministrazioni locali”.
Agli interventi strutturali le quattro Regioni del bacino radano, in rete con altri 14 partner italiani e internazionali, affiancano azioni concrete del progetto Life Prepair per educare, informare e formare la popolazione. Con un finanziamento di 17 milioni di euro (10 messi a disposizione dall’Europa) puntano a promuovere stili di vita, produzione e consumo più sostenibili per tagliare le emissioni.
“Proprio nei giorni scorsi è entrato in azione il protocollo di monitoraggio comune antismog”, ricordano gli assessori. “E’ la prima misura di Prepair che vede la luce e permetterà di valutare l’efficacia delle misure messe in campo. La conoscenza è parte integrante della risposta al problema, che passa necessariamente anche dal coinvolgimento delle popolazioni e dalla loro collaborazione”, concludono. “Il nostro è un impegno a 360 gradi perché l’aria non ha confini. La sfida per la qualità dell’aria è la sfida del futuro”.




