
L’ultimo incontro tra i Consorzi si è svolto alla presenza dei vertici delle Bonifiche Parmense e dell’Emilia Centrale. Mentre per il breve periodo a Parma si sta studiando il recupero di acque reflue e più in generale un diffuso risparmio idrico per le colture che lo consentono (es. frutta, ma non i prati stabili della Val d’Enza) “è finalmente stato condiviso da tutti gli attori del tavolo regionale – spiegano Reggiani e Catellani – dalle Bonifiche ai Comuni coinvolti, dalle associazioni imprenditoriali all’Arpa che si realizzerà un invaso di medio grandi dimensioni da progettarsi nel breve-medio termine”.
L’invaso potrà sopperire ai fabbisogni idrici plurimi: idropotabile, irriguo, energetico e laminazione delle piene. Lo stesso invaso dovrà incrementare le potenzialità ricettive e turistiche dell’Appennino.
“Sul percorso cui è atteso ora l’invaso – preannunciano gli esponenti del mondo rurale – saremo vigili e pronti a fare sentire la nostra voce. Ci fa piacere che ci sia la piena condivisione delle bonifiche e chiediamo sin da ora di essere coinvolti nello studio che svolgerà l’Autorità di bacino”.
“L’invaso ha una chiara valenza ambientale, civile ed economica: esso rispecchia il futuro della Food Valley per i prossimi 100 anni. Ci rendiamo quindi disponibili a dialogare, con un confronto, con il mondo ambientalista, che in questi giorni ha espresso le proprie preoccupazioni, per valutare gli effetti benefici che l’invaso poterebbe in termini di: riduzione delle emissioni di anidride carbonica, salvaguardia della biodiversità, preservare gli ambienti dalle esondazioni”.

