
Negli ultimi quattro anni la demografia delle imprese mostra un andamento ancora migliore a livello nazionale dove le imprese femminili sono aumentate in 12 delle regioni italiane e in Italia dello 0,4 per cento. L’incremento è stato più rapido in Campania e nel Lazio (+1,2 per cento, in entrambi i casi). L’Emilia-Romagna è risultata dodicesima per “variazione”. Nelle regioni con le quali l’Emilia-Romagna più spesso si confronta, le imprese femminili sono in aumento dello 0,6 per cento in Lombardia e dello 0,3 per cento in Veneto.
I settori. Il lieve incremento delle della consistenza delle imprese femminili deriva dalla composizione di tendenze ampiamente divergenti. Da un lato, quella positiva dell’insieme degli altri servizi, escluso il commercio (+590 unità, +1,5 per cento) e dell’industria (+73 unità, +1,0 per cento), mentre, dall’altro, quella negativa derivante dalla riduzione della base imprenditoriale nell’agricoltura (-320 unità, -2,5 per cento), nel commercio (-286 unità, -1,3 per cento) e, ormai solo marginalmente, nelle costruzioni (-12 unità, -0,4 per cento).
La forma giuridica. Il lieve aumento delle imprese femminili è da attribuire alle società di capitale, che sono notevolmente aumentate (+614 unità, pari a un +4,4 per cento), con un ritmo di crescita in progressiva accelerazione, per effetto dell’attrattività della normativa delle società a responsabilità limitata semplificata. Questa ha contribuito alla sensibile riduzione delle società di persone (-311 unità, -2,4 per cento), alla quale si è affiancata una leggera flessione delle ditte individuali (-269 unità, -0,5 per cento).
Le cooperative e i consorzi continuano a fare registrare una leggera crescita (+0,8 per cento).




