
«Dalle prime verifiche – aggiunge Tomei – è emerso che i danni strutturali sono confinati a una parte limitata dell’edificio, mentre per la parte restante, compresa la residenza, saranno necessari lavori di ripristino importanti ma potrà essere ripristinata. Insomma, nello sconcerto proviamo a essere fiduciosi e ci auguriamo che il mulino in futuro possa riaprire e riprendere l’attività, anche perché tre delle cinque macine si sono salvate così come la ruota esterna».
Tomei conclude impegnandosi a «verificare anche la possibilità di organizzare iniziative di solidarietà a sostegno del recupero degli spazi e della ripresa dell’attività il più presto possibile».




