
I militari hanno quindi scoperto che qualche minuto prima il quarantunenne italiano, in evidente stato di ebbrezza, aveva proferito delle frasi omofobe nei confronti dell’autista e del passeggero del Fiat Doblò, ritenendoli una coppia appartata, e aveva sferrato un pugno contro il finestrino del veicolo. Spaventati per l’accaduto, i due occupanti, muratori albanesi di quarantasei e sessant’anni, residenti in Provincia di Bologna, sono scesi dal mezzo per tranquillizzare il soggetto e quando gli hanno detto chi erano e che si erano fermati per prendere una bottiglia d’acqua e allacciarsi le cinture di sicurezza, lui si è scusato. I due muratori hanno accettato le scuse del soggetto che è però finito in manette poiché stava violando le prescrizioni impostegli con la misura di prevenzione della “sorveglianza speciale”, a cui è sottoposto a causa del suo passato turbolento in materia di reati contro il patrimonio. Ieri mattina, in sede di Giudizio direttissimo, l’arresto è stato convalidato e la sentenza è stata posticipata per la richiesta dei “termini a difesa”.




