
Il lavoro, tratto dal “Woyzeck” di Georg Büchner, vede in scena Luca Bartoli, Alessio Boni, Sara Camellini, Gilberto Gibellini, Francesca Nardulli, Pietro Orlandi, Maria Chiara Papazzoni, Patrizia Vannini. Regia di Oksana Casolari e Francesca Figini. Una produzione Teatro dei Venti con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e del DSM-DP dell’Ausl di Modena.
Woyzeck è l’essere che si sfalda di fronte all’incompatibilità con la vita, è la tragedia dell’uomo inteso come la sua inconciliabilità col mondo; cade l’impalcatura, si squarcia il velo, si apre l’abisso. «Ogni uomo è un abisso, a uno gira la testa se ci guarda dentro».
Al centro dello studio del gruppo c’è l’analisi delle dinamiche umane affrontate nell’opera di Büchner – amore, gelosia, inadeguatezza, superbia, abuso di potere. L’avvicendarsi delle scene e dei personaggi si snoda attraverso situazioni oniriche e momenti in cui la realtà si mostra inesorabile.
Il Gruppo l’Albatro è nato nel 2009 a partire dal Laboratorio “Il volo dell’Albatro”, promosso dalla collaborazione tra Sportello Social Point Modena e Teatro dei Venti. Fin dall’inizio si è configurato come un progetto aperto a utenti dei servizi di salute mentale e altri partecipanti interessarti a fare un percorso di inclusione attraverso il teatro.
L’Albatro continua con incontri settimanali e periodi di prove intensive in prossimità delle repliche degli spettacoli. Ha portato in scena “Il Draa-go” (2009), “Fuori Pista” (2010-2012), “Nelle cose di tutti i giorni” (2014), “Humanitas” (2015-2016) e debutta adesso con il primo capitolo di “Woyzeck – ogni uomo è un abisso”.




