
La delibera interviene sul sistema di sostegno economico basato sull’Isee rivolto a coloro che sono accolti nelle case di riposo o strutture analoghe: il sistema è stato introdotto due anni fa e dopo questo periodo di sperimentazione il Comune ha ritenuto opportuno intervenire con alcuni correttivi. “Consideriamo questo adeguamento necessario per garantire una tutela ancora maggiore a questi cittadini – afferma l’assessore Giuliano Barigazzi – e per consentire più equità e più efficacia dei nostri interventi”.
In particolare, le 70 persone accolte presso strutture tese a mantenere le loro capacità residue, come gli appartamenti protetti, da gennaio potranno contare sul minimo Inps, pari a 545 euro al mese. Si tratta di un incremento del 33% rispetto alla quota precedente, coerentemente con le valutazioni del servizio sociale che ne definisce l’importo nel dettaglio, per garantire una maggiore capacità economica per sostenere le spese per le necessità personali.
Stessa attenzione, e stesso riconoscimento economico, è garantito ai coniugi di cui uno soltanto sia ospite di una struttura residenziale. Se la persona a domicilio è priva di reddito o con reddito inferiore al minimo Inps, il Comune di Bologna assicura il riconoscimento del minimo Inps per evitare che le spese assistenziali generino una condizione di indigenza per l’anziano che rimane nella propria casa. In questo modo si risolve l’inefficacia dell’Isee nel descrivere la situazione economica dei coniugi che, se si guarda al ricovero in struttura risultano separati di fatto, ma in realtà fanno parte dello stesso nucleo familiare.




